La Maison von Linden è la mia casa creativa. Qui nascono i miei libri, le mie collezioni, le mie storie e tutti gli oggetti che custodiscono un ricordo o un’emozione. È un mondo intimo, ispirato al passato, dove tutto è pensato per essere curato, significativo e senza tempo
venerdì 6 ottobre 2023
quando cambi davvero
lunedì 2 ottobre 2023
Io ho me stessa
Indipendentemente da cosa accade, io ho me stessa.
Lo penso da poco tempo: è una consapevolezza acerba, che viene fuori da diverse esperienze passate in cui ho cercato scogli validi e promettenti a cui restare aggrappata.
Credo che noi donne per cultura e per educazione andiamo sempre alla ricerca di uno scoglio: banalmente può essere il tentativo di trovare il partner ideale, ma spesso lo scoglio diventa il lavoro sicuro dove forse non ti danno il giusto valore, ma tu resti perchè credi di non valere abbastanza per trovare altro; può essere un genitore particolarmente presente, a cui deleghi ancora molte delle responsabilità economiche; può essere un’amica che rendi unica consigliera esperta di ogni tuo passo; può essere chiunque altro tu stia aspettando che arrivi e ti risolva i problemi che senti di non saper affrontare da sola.
Quando crediamo di avere bisogno di qualcuno che ci salvi, viviamo notevolmente al di sotto delle nostre reali potenzialità.
In queste settimane sto abbandonando l’idea di avere bisogno di uno scoglio.
Ci si sente soli, un po’ persi e insieme incredibilmente forti.
Sono circondata da molte persone che mi vogliono davvero un bene dell’anima e so che sono sempre lì pronte a supportarmi per qualunque necessità.
Ma io non voglio che loro siano i miei scogli.
Non voglio lasciare a nessuno la responsabilità di scegliere al posto mio, di osservare e di comprendere le cose in mia vece.
Finalmente ho capito chi è la persona esperta dei miei guai, che aspetto da sempre: sono io.
Sono io il mio scoglio.
La mia eroina.
La mia salvatrice.
Vale anche per te.
venerdì 15 settembre 2023
I LIBRI SI VENDONO, NON SI REGALANO
Oggi voglio parlare di editoria, considerato che è il settore che negli ultimi mesi mi ha appassionato e coinvolto professionalmente.
La questione che sto per affrontare è semplice, chiara, ma sembra non per tutti.
Nessuno andrebbe dal produttore di vino a chiedere se gli regala una bottiglia di vino, o dal falegname a chiedere se gli regala una sedia, ma molti si rivolgono all’autore, chiedendogli d’avere in regalo un libro.
Si pensa che qualunque altro oggetto abbia un costo intrinseco e legittimo di produzione e quindi, di vendita; mentre il libro no, nell’immaginario popolare può essere gratuito.
Con una sottile differenza: proprio come dal produttore di vino o dal falegname, analogamente nessuno andrebbe in libreria a chiedere che gli venga regalato un libro.
No, il libro in regalo lo si chiede all’autore supponendo – chissà perché – che a loro i libri non costino nulla.
Invece costano e non stiamo parlando del lavoro (molto lavoro) necessario a realizzarli in termini di scrittura, grafica, revisione e così via. Stiamo parlando dei puri costi fisici, quelli tipografici insomma: carta, inchiostro, lavorazione, copertina, confezionamento. Oneri che l'autore ottimizza facendo stampare decine di copie, per cui il singolo volume può anche venirgli a costare pochissimo.
Esempio: la stampa di 50 copie può costare 200 euro, 4 euro a copia o anche meno, persino per un volume corposo, pregiato, elegante e a colori, perché il costo a copia decresce proporzionalmente quanti più esemplari si stampano.
Ma se si realizzano 500 copie, la stampa di quello stesso libro non costa certo 200 euro ma 800, 900, 1000, a seconda delle caratteristiche. Se di quel medesimo libro si realizzano poi piccolissime tirature di appena 100 o 200 copie, come ormai i piccoli editori sono spesso costretti a fare per un insieme di motivi pratici e sensati, la stampa di quelle cento copie non costa evidentemente 400 euro, ma anche 1000 o 2000.
Per cui, quando vi trovate davanti un autore che vende il proprio libro, sappiate che lui quel libro lo ha pagato, ha cioè tirato fuori dei soldi di tasca propria per disporre di quella precisa copia che vorreste ricevere in regalo.
Se quel libro lo ha realizzato un editore, importante o meno, l’autore lo ha comunque pagato.
Credete davvero alla favola degli editori che “non si fanno pagare”?
È vero che i grandi editori, e neppure tutti comunque non chiedono denaro all’autore per la stampa di un libro: ma se poi l’autore desidera un po’ di copie per proprio uso personale, le deve acquistare, magari con un piccolo sconto, ma le deve acquistare.
Del resto perché mai un editore, che ha speso di suo per realizzarle e stamparle, dovrebbe fornire gratuitamente le copie che l’autore stesso richiede?
Ha stabilito il budget e la tiratura con l’obiettivo di venderle, l’autore a questo punto è un acquirente come un altro.
Se è già un poco celebre, e se ci saranno diritti dalle vendite, si potrà andare a compensazione: ma se l’autore deve ancora affermarsi e dimostrarsi redditizio le copie che vuole per sé le deve acquistare, come qualsiasi altro cliente.
Quindi è vero che con i grandi editori l’autore non paga nulla per l’edizione in se stessa, a patto però di essere pronto ad intrattenere rapporti e organizzare presentazioni senza disporre di copie del proprio libro, dicendo ogni volta agli interessati “andate a comprarlo in libreria”.
Se invece ha copie a disposizione, significa che a sua volta le ha acquistate, tuttalpiù con il piccolo sconto che si diceva.
Nell’esempio di prima, ha speso 19 euro per avere quella copia che voi gli state domandando in omaggio.
Anziché chiedergli “mi regali il libro?”, è come gli chiedeste “mi regali 12 euro?”. Dite la verità, lo fareste?
Peggio ancora se l’autore è anche editore di se stesso, in forma di autoproduzione o attraverso un proprio marchio imprenditoriale, perché in questo caso ha dovuto sostenere non soltanto il costo delle copie fornitegli da un editore terzo, ma dell’intera edizione: che include quindi tutti i costi di stampa e anche quelli di realizzazione grafica, la quale – nel caso di libri illustrati e pregiati – è anch’essa un onere impegnativo frutto, spesso, di settimane di lavoro.
Se la tiratura è piccola, come spesso accade, il costo a copia (parliamo sempre di libri corposi e illustrati) può lievitare fino a 15 o 20 euro, o anche più.
Ebbene, stessa situazione di prima: anziché chiedergli “mi regali il libro?”, è come gli chiedeste “mi regali 20 euro?”.
Lo fareste? Ma è quello che state continuamente facendo, ogni volta che andate alla presentazione di un autore che conoscete aspettandovi il suo libro in regalo.
Di fatto, gli state chiedendo di darvi i suoi soldi.
E invece l’unico che ha diritto di chiederli è lui, perché nessuno che non l’abbia fatto ha davvero idea di quanto costi – in termini di impegno, fatica, dedizione, ripensamenti, dubbi – scrivere e realizzare un libro.
domenica 10 settembre 2023
10 CONSIGLI DI SCRITTURA PER ASPIRANTE SCRITTORE: IL TUO POTENZIALE ROMANZO
mercoledì 30 agosto 2023
OBIETTIVO 3000 COPIE
martedì 22 agosto 2023
PRIMI INTOPPI NELLA MIA DIETA
martedì 15 agosto 2023
Avranno un segreto?
Mentre cerco ispirazione per proseguire il mio nuovo romanzo, mi guardo una vecchia puntata di Sex and the City su Netflix.
Le avventure di quattro donne di successo in quella grande metropoli che è NewYork.Tutt'e quattro sono ultrasnelle nonostante abbiano superato i 40 anni...ed ora anche i 50.
Un dettaglio mi salta subito all'occhio...mangiano poco...bevono tanto caffè e non disdegnano cocktail e vino.
Come è possibile?
Dove vanno a finire tutte quelle calorie?
È questo il segreto del loro successo?
Se mi teletrasportassi nello scenario di Sex and the City farei la figura di un bulldog al fianco di aristocratici levrieri.
Copywriter A.I.: tecnologia sì, ma con anima
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