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domenica 9 febbraio 2020

Non ho mai tempo per leggere



“Non ho tempo per leggere!”... quante volte negli anni passati ci siamo ripetuti questa frase: volevamo leggere di più ma non sapevamo come e dove infilare il tempo per la lettura.
Leggere di più per me significa imparare, significa avere un saggio consigliere da ascoltare, significa comprendere appieno concetti che non avevo mai preso in considerazione, significa cambiare, crescere come persona, pagina dopo pagina. Per questo ho deciso che leggere di più doveva tornare ad essere in cima alla lista delle mie priorità.

Una trappola che ad essere onesta ci sono caduta anch'io.

Quando diciamo non ho tempo, significa che , in questo momento, leggere non è la nostra priorità.
Il tempo è di 24 ore per tutti, non può essere una scusa per nessuno, semplicemente, riempiamo il nostro tempo con altre priorità
.
Anche leggere solo mezz'ora al giorno, in maniera costante, ha un ritorno dell'investimento enorme. Vedreste la vostra vita cambiare, trasformarsi, senza neanche rendersene conto. Apre la mente, ci dà nuovi consigli, abbiamo l'opportunità di avere davanti un autore, che ha qualcosa da dire, accanto al nostro comodino.
La lettura costa relativamente poco, è possibile leggere anche a costo zero, grazie alle biblioteche, grazie al digitale ed ha un ritorno incredibile.

Ecco i miei tre consigli, messi in pratica nell'ultimo mese , per leggere in maniera più efficace e rendere la lettura un'abitudine sostenibile

Importante la qualità e non la quantità
Non necessariamente bisogna leggere tanti libri in poco tempo, anzi, la lettura frettolosa, non porta certo ad assaporarne pienamente il contenuto. Molto dipende dal nostro stato d'animo, periodi della vita, solitudine. gioia, condivisione.
Quindi non sentiamoci in colpa se non leggiamo a livello quantitativo, smettiamola di cercare le 7 strategie per leggere 52 libri in un anno, perché non è quello il punto.
Scegliere la qualità significa, trovare dei libri siano rilevanti per noi in un determinato momento, significa comprendere le parole di questi libri, significa apprenderne il contenuto, significa promuovere fondamentalmente una lettura di qualità, senza sentire la pressione di dover formare il numero di pagine.
Magari promuovere il numero di minuti, che non andrebbe ad influenzare la velocità di lettura.

Mi sono resa conto che il nostro cervello, utilizzando quotidianamente i social o internet, ha perso l'abitudine del leggere con tranquillità, la frenesia e la velocità a cui siamo abituati, nella lettura di un libro si perde completamente.Abbiamo, quindi, bisogno di un pochino di tempo ad abituarci a lasciare il focus solo su di esso.

Come rendere la lettura un'abitudine
La mia strategia è quella di utilizzare l'innesco.
Spesso, per quanto mi riguarda, in questo preciso momento della mia vita, arrivo la sera completamente stanca e non ho nessuna capacità di attenzione.
Non avrebbe senso mettermi a leggere a quell'ora se non un romanzo.
Il genere di libro che mi interessa in questo periodo tratta argomenti, di crescita personale, meditazione, minimalismo, quindi devo crearmi un'innesco giornaliero, di un'abitudine già consolidata nella mia quotidianità, come può essere lavarsi i denti, preparare il caffè, fare yoga e inserire in un preciso momento i miei 30 minuti dedicati alla lettura,potrebbe essere dopo il caffe a pranzo.Invece di chiacchierare con i colleghi, o scorrere rapidamente le notifiche dal cellulare, scelgo quel preciso momento per leggere.

Impariamo a trattenere quello che leggiamo
Uno dei modi è imparare a riassumere, ovviamente, non intendo fare il riassunto di ciò che abbiamo letto, ma sottolineare magari le parole chiave, scrivere le frasi che ci hanno colpito particolarmente, cosi da farle nostre.Un altro modo per trattenere è raccontare il libro, è molto bello e facile perché coinvolgi le persone intorno a noi; andare in ufficio la mattina e raccontare l'ultimo libro che abbiamo letto, raccontare il libro letto al nostro partner, oppure scrivere una recensione del libro, raccontare il perché ha avuto un'impatto positivo sulla nostra vita ed ultimo trattenere significa mettere in pratica.

I libri danno tanti consigli, mettiamoli in pratica e non abbiamo fretta di passare al prossimo,riflettiamo sul contenuto, non lasciamo che ci scivolino addosso le parole..







venerdì 31 gennaio 2020

Lamentarsi è inutile




Se la tua vita ti consente una relativa libertà di scelta e hai i mezzi finanziari per coprire le necessità di base, considerati estremamente fortunata. Anche la possibilità di leggere questo post è un dono. Buona parte dell'umanità non usufruisce di questa libertà basilare.

Purtroppo non è difficile perdere il senso della misura e impantanarsi in problemi che solo i più fortunati possono permettersi di credere tali. E' quello che io chiamo "lamentarsi del caviale"

Perdere il sonno perché il proprio figlio non è stato ammesso nella giusta squadra di calcio;sentirsi ossessionati dall'inevitabile perché non piacciamo a tutti, sono problemi che ci angustiano solo perché possiamo permettercelo.

 Quando è in gioco la nostra sopravvivenza, non ci si lamenta certo del caviale.

Tuttavia, anche se ti capita di preoccuparti per cose di poco conto, in realtà non vorresti farlo. E' assoluto spreco di energia. Cerca piuttosto di orientare il tuo pensiero in una direzione più equilibrata.

Ecco un paio di  consigli che potrebbero aiutarti:

- Affronta le cose realmente importanti e lascia perdere il resto

- Chiediti se quello che oggi ti sembra importante lo sarà anche in futuro

- Più importante è l'obiettivo, più grande sono le paure

- Accetta il fatto che qualcuno non ti capirà

- Circondati di persone capaci di sostenerti

- Concentrati su piccoli passi

domenica 5 gennaio 2020

Come trovare tempo per se stessi



Non trovi un po' di tempo tutto per te?
 Le giornate se ne vanno tra lavoro, casa, figli, carichi di responsabilità? Il tempo non è qualcosa che puoi trovare o che ti viene dato.

 Semmai, devi imparare a... prendertelo e a proteggerlo come un oggetto prezioso.
 Il tempo per te è il tempo per essere, non solo per fare, produrre, curare.
 È il tempo delle  passioni, del piacere o del relax.
 È il tempo per ricaricare energia ed entusiasmo, allentare lo stress, dare un ritmo alle giornate, sviluppare la consapevolezza dei tuoi bisogni. 
Serve volontà e organizzazione.

Ecco 7 buone abitudini da coltivare: 

1. Inserisci te stessa tra le tue priorità

Prendi degli spazi per te senza esitare, senza sentirti in colpa perché sei uscita prima dal lavoro o non stai con i figli. La sensazione di essere intrappolata dagli impegni genera malessere, insoddisfazione, ansia. Di certo non ti rende più efficiente in ufficio o più disponibile a casa. Quindi non cercare alibi. Piuttosto, spezza la routine, cambia abitudini. 

2. Annota il tuo tempo sull'agenda

I momenti che hai deciso di dedicarti non sono meno importanti di tanti altri impegni. Segna anche te sull'agenda, magari con l'evidenziatore, così impari a visualizzare il tuo tempo e a inserirlo a pieno titolo nella tua giornata. Sarà più facile non farselo scappare.   

3. Scopri dove perdi il tuo tempo

Ammettilo, non ce l'hai anche perché di tempo ne perdi. Analizza le tue giornate con molta onestà e  scoprirai ampi margini di ottimizzazione. Controllare in continuazione le email, fare chiacchiere inutili, dare retta ai perditempo di professione, toglie spazio a lettura, palestra, massaggi, cinema o ti impedisce di rientrare a casa quella mezz'ora prima per stare un po' in pace con i tuoi pensieri. 

4. Fai affiorare i tuoi desideri

Sai veramente quello che vorresti fare nel tempo ritrovato? Talvolta ti senti così sopraffatta dagli impegni e dalla fretta che te ne dimentichi. Il tempo che ti sei presa, usalo all'inizio per ascoltare i tuoi bisogni e per stilare una lista dei momenti gratificanti che mancano nella tua giornata. 

5. Comincia gradualmente

Come in una dieta, non pensare di poter ottenere risultati soddisfacenti in pochi giorni. Anche per prenderti il tuo tempo, concediti un po' di tempo. Cerca di essere concreta e poniti obiettivi realistici. Comincia con 15 minuti al giorno, per poi aumentare. 

6. Crea il tuo rituale giornaliero

Fare una passeggiata durante la pausa pranzo, fermarsi sulla via di casa per un aperitivo, sdraiarsi in poltrona a fantasticare o con una sana dose di musica rock. Un piacevole rituale quotidiano è un appuntamento con te stessa al quale, presa l'abitudine, penserai con piacere e non saprai rinunciare. Anche la gradevole attesa di questo meritato momento è tempo per te.  

7. Valuta i miglioramenti

Adesso che hai imparato a prenderti il tuo tempo, fatti un'auto-analisi. Come va l'umore? Hai più energie? Hai avuto impulsi creativi? Nuove idee? Guardati allo specchio: sei meno tesa, più bella? Come vanno le occhiaie? Sei stata più gentile con i colleghi? Più affettuosa con i figli? Annota i cambiamenti. Sarà tempo ben speso. 

mercoledì 1 gennaio 2020

Come diventare assertivi









Ma cosa vuol dire essere assertivi?






Essere assertivi è il giusto mezzo tra aggressività e passività.
 È la capacità di esprimere al meglio se stessi, in modo spontaneo, diretto, efficace.
Un comportamento assertivo risparmia le incomprensioni e di conseguenza fa risparmiare tempo. Non è sempre facile però avere il giusto atteggiamento.

 Per essere assertivi è necessaria una buona dose di coraggio e decidere di non indugiare sulle nostre vecchie abitudini, iniziare a cambiare qualcosa. Come sappiamo, però, ogni grande cambiamento parte sempre dal cambiare noi stessi.
Ecco allora di seguito una serie di elementi che – se messi in pratica – ti condurranno passo passo verso l’assertività.

1. Inizia dalle piccole cose
Non ci si può svegliare una mattina e diventare assertivi, se non lo si è mai stati prima. Come tutte le buone abitudini anche l’assertività necessita di un percorso che dovete iniziare sottoponendo voi stessi a dei piccoli test, cercando pian piano di comportarvi in maniera diversa. Per prima cosa provate a essere assertivi in situazione di leggera crisi, quando le cose non sono andate come avreste voluto. Un esempio? Il ristorante dove avete prenotato la cena non vi ha riservato il posto che avevate chiesto. Bene, provate a cambiare le cose, esprimete in maniera educata il vostro punto di vista. Fate capire in modo chiaro quanto e se la cosa vi ha infastidito, e perché.

2. Impara a dire di “no”
Molte persone hanno paura che dire di no  le faccia apparire egoiste, ma non è così. Al contrario, porre i giusti limiti è fondamentale per avere relazioni sane. Il collega per l’ennesima volta ti chiede di finire il report al posto suo? Fai un bel respiro, guardalo negli occhi e di’: “no, mi spiace, questa volta non posso farlo”. Se insiste non dilungarti in spiegazioni che non sei tenuto a dare. Ribatti la tua posizione, ripeti la stessa frase di prima. Nel caso poi la discussione continui – e solitamente queste cose vanno avanti alcuni round – preparati a rispondere con frasi sempre più brevi fino ad arrivare a un secco no. Quella sarà la tua ultima parola. Così facendo sarai capace di dire quel pensi e farai valere la tua posizione senza arrabbiarti. La collera è un gran spreco di energie.

3. Parla chiaro e lentamente
Parlare velocemente vuol dire dare per scontato che le persone cui ti stai rivolgendo non hanno il tempo o la voglia di ascoltarti. Parlare lentamente significa invece che tu sei il primo a darti importanza, a darla alle tue parole. Schiarisciti la voce, articola bene tutte le frasi. Non è necessario alzare il tono per far sì che gli altri ti ascoltino. Se fai difficoltà sii chiaro, di’: “Mi scusi, non ho finito”, secco e deciso, poi continua con il tuo discorso. Non sentirti in difficoltà o in imbarazzo se non hai fatto nulla di male. Cerca anche di essere conciso, articola in maniera schematica i punti più rilevanti e non parlare per troppo tempo: anche l’attenzione dell’interlocutore più disponibile ha un limite.

4. Esprimi i tuoi sentimenti
Non dare per scontato che le persone che ti circondano sappiano capire al volo come ti senti e di cosa hai bisogno. Per evitare fraintendimenti e incomprensioni, per evitare sul nascere rancori controproducenti, basta dire come ci si sente. Sii chiaro, specifico, onesto e rispettoso. Racconta i tuoi problemi così come stanno, non minimizzarli.

5. Usa il giusto linguaggio del corpo
Come ti comporti dice moltissimo di te ancora prima che inizi a proferir parola, perciò fai molta attenzione al tuo linguaggio del corpo. Spalle basse e volto alto, non mangiarti le unghie e non portarti le mani alla bocca mentre parli. Guarda le persone dritto negli occhi. Guardare le persone negli occhi non è facile per tutti, per questo c’è però un trucchetto: abituati a farlo quando indossi gli occhiali da sole, di modo che tu possa essere tranquillo e agire indisturbato, poi prova senza occhiali scuri. Cerca di mettere in atto tutte queste pratiche anche quando sei nervoso: in questo contesto è importante come gli altri ti percepiscono.

6. Abbandona il senso di colpa
Essere assertivo, soprattutto all’inizio, può essere parecchio faticoso, soprattutto se sei sempre stato abituato ad agire in maniera diversa. Ricorda però che questo percorso aiuterà prima di tutto te stesso. Cerca anche di limitare al minimo i pensieri negativi e dimentica il senso di colpa. Lascia alle spalle ansie e preoccupazioni, prendi posizioni decise anche se queste potrebbero in un primo momento essere impopolari e scontentare qualcuno. A lungo andare il clima che si instaurerà sarà il migliore possibile.

Copywriter A.I.: tecnologia sì, ma con anima

  «Viviamo in un’epoca in cui l’intelligenza artificiale è entrata prepotentemente nel mondo della scrittura. È veloce, instancabile, capace...