Copywriter A.I.: tecnologia sì, ma con anima
«Viviamo in un’epoca in cui l’intelligenza artificiale è entrata prepotentemente nel mondo della scrittura. È veloce, instancabile, capace di generare testi in pochi secondi. Suggerisce titoli, ottimizza contenuti, analizza trend. Una risorsa straordinaria, senza dubbio. Ma dietro questa efficienza si nasconde un rischio sottile: perdere la nostra voce. Quella autentica, quella che vibra, quella che crea connessioni profonde. Scrivere non è solo mettere insieme parole. È dare forma a emozioni, raccontare storie che lasciano un segno, costruire ponti tra chi scrive e chi legge. Un algoritmo può imitare lo stile, ma non può sentire. Non conosce il brivido di una frase che nasce dal cuore, né la responsabilità di scegliere ogni parola per rispettare chi la leggerà. Un vero Copywriter A.I. non è chi delega tutto alla macchina. È chi la usa con parsimonia, come un alleato, mai come un sostituto. Perché le parole non sono dati: sono identità, cultura, memoria. Sono il filo invisibile ...
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